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Provincia Autonoma di Trento - Piste ciclabili

 
 
 
 
 
 

Caratteristiche, descrizione e traccia GPX

Lunghezza: 89,300 km Confine con la provincia di Bolzano- Confine con la provincia di Verona (comprensive di deviazioni di collegamenti)
Tempo medio di percorrenza: 6h-7h

Percorso della ciclabile Valle dell'Adige

Vento: prevalentemente direzione sud al mattino, direzione nord al pomeriggio
Dislivello in salita: non significativo (100 m in salita tra Pilcante S. Lucia direzione nord)
Tipo di fondo: asfalto
Innesto con altre piste: a S. Michele all'Adige verso rete Piana rotaliana; a Mori con la pista Mori - Torbole Lago di Garda
Stagione consigliata: tutte
Traffico: limitato ai soli attraversamenti di ponti o attraversamenti centri abitati

È certamente la più importante tra tutte le piste ciclabili già costruite o progettate in Trentino; attraversa da nord a sud tutto il territorio trentino, collegando la Provincia di Bolzano con quella di Verona, il cuore delle Alpi con la Pianura Padana.
Come fu per millenni terra di passaggio per la discesa in Italia, la Valle dell' Adige rimane un percorso privilegiato anche per chi viaggia in bicicletta verso le mete del sud Europa. Misura una lunghezza complessiva di 80,68 chilometri nella direttrice NORD-SUD e rappresenta il cardine di tutto il progetto delle piste ciclabili del Trentino.
Si sviluppa quasi interamente lungo il Fiume Adige, utilizzando le strade arginali che attraversano campagne coltivate a vigneto e frutteto, costeggiando i piccoli borghi e i centri principali di Trento e Rovereto. Il dislivello complessivo su tutto il percorso non supera i 100 metri, le pendenze più impegnative sono concentrate nei brevi strappi presenti tra gli abitati di Pilcante e Santa Lucia.
La quasi totalità del suo sviluppo è protetta dal traffico veicolare, se si esclude qualche mezzo agricolo autorizzato al transito sulla sede ciclabile, per raggiungere i fondi interclusi.
Di seguito saranno riportate nella descrizione del percorso, alcune progressive chilometriche con l'origine individuata sul confine nord di Provincia, in modo tale da avere un rapido riferimento con la cartografia delle cicloguide.
Possiamo pertanto cominciare a descrivere il nostro itinerario partendo dal suo punto più settentrionale, situato in corrispondenza del confine con al Provincia di Bolzano (km 0,000), nei pressi del quale è presente un'area di sosta attrezzata con tavoli e panche, accanto ai quali trova posto un vistoso cippo in legno che porta indicato il simbolo della Provincia di Trento.
Il primo tratto scende lungo l'arginale del fiume Adige, mantenendosi sulla riva sinistra, fino ad arrivare nella Piana Rotaliana, all'altezza del paese di Mezzocorona. L'ambiente che attraversa è quello agricolo, tra frutteti e vigneti, a cospetto delle alte pareti rocciose che caratterizzano entrambi i lati di questo tratto di valle.
Dopo 4 chilometri e mezzo, in località Masetto (km 4,390), la ciclabile si porta sulla sponda destra dell'Adige per proseguire fino al ponte di San Michele (km 5,960), dove con apposito sottopasso realizzato in golena, si supera l'incrocio con la strada provinciale S.S.n°43 in corrispondenza del ponte sull'Adige.
Ci troviamo nei pressi della frazione di Grumo, punto di crocevia con la piana Rotaliana, dove si innesta il tracciato ciclopedonale di 7 km, che collega i centri di Mezzolombardo e Mezzocorona alla pista della valle dell'Adige.
Il tracciato ciclopedonale della Piana Rotaliana attraversa una delle zone più pregiate nell'ambito dell'agricoltura vitivinicola trentina, grazie alla favorevole esposizione e natura fisica dei suoli che caratterizzano tutta la piana alluvionale del torrente Noce.
Presso la piccola stazione ferroviaria di Grumo, è stato realizzato un parcheggio auto con collegamento ciclabile, dove è possibile servirsi del treno per raggiungere le varie località della Val di Non e Val di Sole, portandosi comodamente appresso la propria bicicletta.
Continuando il nostro viaggio lungo il fiume Adige, si raggiunge il paese di Nave San Rocco, dove si attraversa il ponte sull'Adige (km 9,940) per portarsi in riva sinistra.
La pedalata prosegue in un ambiente caratterizzato da estensioni di vigneto che ricoprono entrambe le sponde del fiume, e le numerose aree di sosta attrezzate che troviamo lungo il percorso, ci invitano a fermarsi per un breve riposo o per ammirare il panorama circostante.
Giunti nei pressi della foce del torrente Avisio (km15,577), la ciclabile devia temporaneamente dal fiume Adige per risalire lungo l'arginale del torrente in direzione di Lavis, fino a giungere in prossimità della ferrovia, dove una passerella posta in adiacenza alla stessa, ci consente l'attraversamento dell'alveo.
In prossimità della passerella ciclopedonale (km 18,777), è presente un passaggio che consente di raggiungere in sicurezza il centro del paese di Lavis, grazie ad un passaggio realizzato al di sotto della sede stradale e ferroviaria.
Da questo punto, la ciclabile scende lungo l'argine opposto dell'alveo, fino all'incrocio con il ponte dei Vodi, dove trova spazio una piccola area protetta, importante luogo di sosta per alcune specie di uccelli migratori, sede di una stazione di inanellamento della avifauna, creata a scopo di studio sulle rotte migratorie di attraversamento delle Alpi.
Superato il ponte dei Vodi, la ciclabile riprende il suo usuale tracciato, lungo l'arginale del fiume Adige, diretta verso il centro della città di Trento.
Al km 27,187 si entra nella città di Trento, transitando dapprima sul marciapiede posto in riva al fiume, e proseguendo poi sull'argine alberato che separa il fiume Adige dal canale denominato Adigetto, per giungere infine in località Ravina, dove incrociamo la strada S.P. n°90 Destra Adige (km 30,960).
La pista ciclabile non attraversa il cuore della città di Trento, la lambisce appena, ma una sosta per visitare la Città del Concilio è assolutamente doverosa.
Proseguendo verso sud, si passa nuovamente sulla riva destra dell'Adige, dove un lungo tratto rettilineo di argine, ci accompagna sino all'imbocco con il ponte situato in prossimità del paese di Matterello (km 35,188), dove la ciclabile si porta nuovamente sulla sinistra arginale del fiume.
Sull'argine opposto, è presente il tratto ciclabile che risale il fiume Adige in direzione nord, passando davanti al piccolo aeroporto di Matterello e raggiungendo infine la periferia sud di Trento.
Con un tratto di otto chilometri, si raggiunge il paese di Besenello, sovrastato dal colle che ospita Castel Beseno, sede estiva di interessanti esposizioni museali ed esso stesso vestigia della vita trentina nei secoli passati.
Giunti al km 42,826, si attraversa il ponte che ci riporta sulla destra arginale del fiume, seguendo la quale si costeggia un tratto di autostrada A22, che ci accompagna fino alle porte del paese di Nomi.
Poco prima di attraversare il ponte di Nomi che ci riporta sull'argine opposto del fiume, incontriamo un'area di sosta attrezzata con "Bicigrill", punto di ristoro, d'informazione e di assistenza logistica per ciclisti.
Siamo al (km 46,000) e per altri quattro chilometri proseguiamo lungo l'argine sinistro del fiume, costeggiando le campagne coltivate a vite e frutteti, che lambiscono il paese di Volano.
Giunti nei pressi di S. Ilario, piccola frazione alla periferia nord di Rovereto, si affronta lo stretto e breve sottopasso incassato nella spalla del ponte (km 49,987), che attraversa il fiume Adige; da questo punto in poi, la pista ciclabile si allontana momentaneamente dalla sponda del Fiume, per imboccare il tratto di strada promiscua che transita in località Val di Riva, un'ampia plaga coltivata a vigneto e alberi di ciliegio, deturpata purtroppo dalla presenza di un'imponente viadotto che vi transita sopra, sospeso su enormi pilastri in cemento armato.
Oltrepassato un'officina di carrozzeria, presente nelle vicinanze della grande rotatoria stradale, si svolta subito a destra per imboccare la stretta strada che ci accompagna alla pista ciclabile posta sull'argine del fiume (km 51,146).
Questo tratto è stato realizzato recentemente per dare una logica continuità al tracciato ciclopedonale, che trova così la sua ideale continuità e posizione lungo l'asta del fiume Adige, senza così dover interferire e scendere a compromessi con la viabilità cittadina.
Al ponte situato nei pressi della cartiera (km 53,343) ci attende "l'opera ciclica", una rappresentazione monumentale dell'artista trentino Paolo Colombini, inaugurata nel 2006, raffigurante il ciclista che affronta i tre diversi andamenti della strada " salita, discesa e pianura ", un omaggio agli appassionati delle due ruote che frequentano in gran numero le ciclabili del Trentino.
Affrontiamo il sottopasso alla strada S.P. n°45, e riprendiamo a pedalare sul tomo arginale che in breve ci porta nella piazza di Borgo Sacco, grazioso sobborgo alla periferia di Rovereto, che ha mantenuto inalterato il suo aspetto di villaggio fluviale, un tempo importante punto di attracco per le zattere che trasportavano legname e mercanzie lungo il fiume Adige.
Dalla piazza di Borgo Sacco, si può raggiungere con breve tratto in salita, la sommità del " Colle Ameno", un piccolo promontorio roccioso, dove una piccola passerella ci consente comodamente di attraversare la sottostante strada comunale che porta nei pressi della manifattura tabacchi.
Dalla passerella si ridiscende sull'argine del fiume, dove si riprende la ciclabile che brevemente ci porta alla foce del torrente Leno, dove raggiungiamo il ponte che ci porterà sul lato opposto del torrente, in prossimità di un campo addestramento per il tiro con l'arco (km 54,464).
Giunti a questo punto, si può optare per una visita alla città di Rovereto, facilmente raggiungibile dalla ciclabile realizzata dal Comune, sull'argine destro del torrente Leno, che porta fin quasi sotto le mura del castello.

Rovereto è una città da visitare, ricca di interessanti spunti conoscitivi, patria dell'artista Fortunato Depero, grande esponente della corrente Futurista; da non mancare è la visita al nuovissimo polo museale del MART, come al museo della guerra, ricco di reperti e documentazioni storiche, risalenti ai due conflitti mondiali.
Tornando al nostro itinerario, dopo aver attraversato l'antico rione di Borgo Sacco e superato il ponte delle Zigherane situato sul torrente Leno, ci si riporta lungo il fiume Adige, fino a raggiungere lo sbarramento ENEL situato in località Mori Stazione (km 58,070).
Al km 60, lungo la sponda destra del Canale Montedison, si diparte la pista ciclabile che, attraverso l'abitato di Mori, porta al Lago di Garda ( km 13,00) e che descriveremo più avanti. All'altezza dell'ex stabilimento Montedison si passa in riva sinistra attraverso il ponte sull'Adige da dove si prosegue lungo un tratto che inizialmente costeggia l'autostrada del Brennero A22 e poi la ferrovia Verona Brennero, fino al paese di Chizzola, raggiungibile sulla sponda destra attraverso un ponte stradale. Ora la pista passa in destra orografica del Fiume Adige, attraversando i vigneti della bassa Vallagarina, fino a raggiungere il paese di Pilcante. Da questo paese, la ciclabile prosegue a lato della strada provinciale SP 90 destra Adige in direzione sud, fino allo sbarramento ENEL situato all'imbocco del canale Biffis ( km 72.788) .
Superato lo sbarramento ENEL, si svolta a sinistra, dove percorrendo sempre la pista ciclabile, si aggira lo svincolo autostradale di Ala-Avio, per poi continuare attraverso le campagne e i vigneti situati a lato fiume verso sud in direzione Vò Destro.
Si passa attraverso l'abitato di Vò Destro, frazione di Ala, dominato sull'orizzonte dalla mole del Castello di Sabbionara d'Avio, che merita una visita, sia per la sua bellezza, sia per il panorama che offre dall'alto del suo mastio.
Mancano ancora 5 chilometri al termine della pista ciclabile della Valle dell'Adige, da percorrere tutti sull'argine del fiume Adige.
Infine si giunge al piccolo paese di Borghetto, dove la ciclopedonale della valle dell'Adige, termina il suo percorso in corrispondenza del confine con la provincia di Verona, dove il ciclo computer della nostra bicicletta, fa segnare la distanza percorsa di km 80,680.
Ad indicare il confine, è presente inoltre un vecchio cippo in pietra risalente alla fine dell'ottocento, portante inciso sui due lati le iniziali di Italia ed Austria, a ricordo di un'epoca passata, dominata ancora da monarchie ed imperi.

 


Traccia .GPX

I dataset sono rilasciati con licenza CC BY 2.5
Titolare del dataset è la Provincia Autonoma di Trento
Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale.

 
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