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Provincia Autonoma di Trento - Piste ciclabili

 
 
 
 
 
 

Caratteristiche, descrizione e traccia GPX

Lunghezza: 15km Mori-Torbole; 5km Torbole - Riva del Garda - Varone
Tempo medio di percorrenza: 1h-1h 30' Mori-Torbole; 1h Torbole - Riva del Garda - Varone

Vento: p.sso San Giovanni - Torbole, pomeriggio forte direzione nord, (Ora del Garda)
Dislivello in salita: 100m circa da Mori verso Torbole, 210m circa da Torbole verso Mori direzione sud
Tipo di fondo: asfalto
Innesto con altre piste: da Torbole Mori verso pista ciclabile Adige
Stagione consigliata: tutte
Traffico: limitato, promiscuo negli attraversamenti centri urbani e tratti comunali

Tratto Mori – Riva del Garda

Il percorso prende avvio direttamente dalla pista della Valle dell’Adige, nel tratto Rovereto sud che costeggia il canale artificiale, subito a valle dello sbarramento ENEL di Mori (km 0,000).

Si è in aperta campagna e la stradina a traffico promiscuo, procede da subito risalendo il versante della collina su cui spicca ben visibile il campanile della chiesetta di San Biagio, un classico esempio di architettura in puro stile romanico risalente al XII secolo, per dirigersi verso le frazioni di Seghe Ultime e Seghe Prime.

Percorsi circa 700 metri, si arriva a ridosso della Strada Statale SS240 , si svolta a sinistra sulla stradina d’ingresso al piccolo nucleo di case che affianca la statale e, seguendo la segnaletica presente, si raggiunge a breve distanza la pista protetta che aggira l’ampia zona sportiva di Mori.

Attraversato il sottopasso alla strada statale, ci attende un breve strappo in salita  che rapidamente ci porta nella zona residenziale di Mori dove è già presente una viabilità ciclopedonale interna che conduce verso il centro del paese; (alla nostra destra si staglia in alto il Santuario di Monte Albano, caratteristico per il suo vistoso orologio).

Oltrepassato l’abitato di Mori, il percorso segnalato porta sulla strada statale N°240, in prossimità di un incrocio, che si attraversa prestando molta attenzione a causa del traffico intenso che vi transita.

Sul lato opposto della statale, un breve tratto promiscuo porta al bivio per Sano ( km 3.075); quì si imbocca sulla destra la ciclabile che costeggia il canale rio Cameras, attraversando una plaga coltivata a vigneto e piantagioni di grano turco.

Dopo circa 3 km di piacevole e rilassante pedalata, si raggiunge la piccola frazione di Loppio, impreziosita dalla bella dimora dei Castelbarco. Poco prima è presente sulla desta lo svincolo per la S.P.88 che conduce in Val di Gresta, rinomata valle per la coltivazione e vendita di prodotti agricoli biologici.

Proseguendo sulla pista, che ora affianca la S.S.240, la valle si restringe tra le montagne e s’incomincia ad intravedere la tipica vegetazione dell’area paludosa di Loppio, di quello che fino agli anni 50 era un incantevole lago poi prosciugatosi in seguito ai lavori della galleria Adige-Garda, ed ora sito protetto in quanto biotopo.

La ciclabile costeggia il lago addentrandosi in un tratto di bosco  oltre il quale si riprende a salire, ricalcando il sedime della ex ferrovia MAR (acronimo di Mori-Arco-Riva del Garda), ma la fatica è ricompensata dallo spettacolare panorama che si può ammirare dalla sommità del muraglione in pietra calcarea ancora oggi perfettamente integro, che un tempo sosteneva il rilevato ferroviario.

Poche centinaia di metri, tutti in salita, ci separano dal passo di San Giovanni ( km9.130), punto di confine tra le due vallate; non a caso, sul passo ci accolgono siepi di oleandri, pittospori e cipressi, chiaro segno dell’influenza del clima gardesano.

La pista, si addentra nella valle con un percorso divertente, alternato da saliscendi, curve e tornanti, accompagnandoci nella sottostante piana di Nago, un vero e proprio poggiolo naturale che si affaccia sul lago di Garda.

Al km 9.920, termina il tratto protetto in corrispondenza di un’area di sosta attrezzata con gruppi arredo, piacevolmente ombreggiata da piante di acacia; da questo punto si prosegue in direzione dell’abitato di Nago, sfruttando le strette strade di campagna che si diramano tra vigneti e orti.

Il piccolo borgo di Nago è tutto da scoprire e merita una visita, soprattutto ai ruderi di Castel Penede raggiungibili su strada sterrata, da dove è possibile godere una splendida panoramica a 360°.

Oltrepassato il paese di Nago, si imbocca a sinistra la vecchia strada a traffico promiscuo, che scende a Torbole con un lungo e pendente rettifilo, sbucando al suo termine nella piccola piazzetta del paese.

Suggestivo è sicuramente lo scorcio panoramico che si può ammirare lungo la strada che scende al paese, che domina su tutto l’alto lago di Garda, e sulle montagne che si affacciano  verticalmente sulle sue acque.

Giunti nel centro di Torbole, piccolo e antico borgo in riva al lago, si procede in direzione di Riva del Garda, seguendo il percorso pavimentato ricavato lungo le spiagge del litorale, dove si consiglia di portare la bici a mano, soprattutto nel periodo estivo, causa il sovraffollamento turistico.

All’altezza della foce del fiume Sarca, si imbocca la passerella che conduce in riva opposta, da dove si diparte, in direzione nord, il tratto ciclopedonale denominato “ Valle dei Laghi “; questo percorso raggiunge le varie località del fondovalle fino all’abitato di Sarche, da dove in futuro è previsto il prolungamento verso Trento.

Proseguendo in direzione di Riva del Garda, si percorre la panoramica mensola a sbalzo, posta a lato strada, nel tratto compreso tra le due gallerie, per giungere infine nei pressi del bastione difensivo costruito dagli austriaci, che domina sul porto San Nicolò (km 15,412).

Superato il porto, si riprende la ciclabile che prosegue ancora per circa 1km sul litorale, fino a giungere alla confluenza dei torrenti Albola e Varone in località Punta Lido (km 16,480).

Quì il percorso si biforca in due direzioni; uno abbandona il lago e risale il torrente Varone per circa 1 km, l’altro segue la riva del lago per un tratto di circa 300ml, portandoci nei pressi del magnifico parco pubblico di Riva del Garda, dove s’innalza la massiccia “Rocca” con il suo fossato circostante.

Il tratto successivo che si snoda lungo il torrente Varone, è oggetto di lavori e progettazione, pertanto è d’obbligo utilizzare la viabilità comunale per raggiungere il tratto di pista, realizzato più a monte tra la strada S.S.n° 45bis e l’abitato di Varone.

Infine, risalendo il canale che imbriglia l’omonimo torrente fino all’abitato, possiamo concludere il nostro tragitto ai piedi della spettacolare cascata del torrente Varone (km 19,066).

 

Traccia .GPX
I dataset sono rilasciati con licenza CC BY 2.5
Titolare del dataset è la Provincia Autonoma di Trento
Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale.

 
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